Lo dicono anche nella canzone “When the moon hit your eyes /like a big PIZZA PIE… That’s AMORE!”: cibo italiano = amore! E questo riguarda anche la Corea del Sud!
Mentre nel periodo recente la nostra passione per la Corea del Sud ha raggiunto tutti gli aspetti della cultura e del lifestyle, food incluso, dal suo canto l’Italia suscita un apprezzamento crescente nel settore alimentare.
Se ci pensate, la prima cosa che chiedono i coreani è “Bap Meogeosseoyo?”, “Hai mangiato?”, e questo non vi ricorda un po’ la vostra cara nonna che, alla dodicesima pietanza, vi chiede se avete ancora fame o se avete mangiato abbastanza?
La Corea del Sud e l’Italia, da un punto di vista di cultura culinaria e alimentare, sono molto più vicine e affini di quanto possiamo immaginare! Pronti a scoprire insieme qualcosa in più su questo legame di… pancia?
La storia
Bisogna dire che Italia e Corea hanno intessuto negli ultimi anni dei rapporti commerciali intensi che hanno portato l’importazione ed esportazione di molteplici prodotti agroalimentari.
Senza scomodare dati e statistiche che evidenziano questa crescita costante, basta guardarci intorno: ormai anche nei supermercati delle nostre città è facile trovare ramyeon, kimchi in scatola, soju e persino confezioni di gochujang.
Export dei prodotti alimentari italiani
A ottomila chilometri di distanza anche in Corea del Sud la presenza di cibo italiano è in crescita e nei department store come Lotte, Hyundai, Shinsegae ci si imbatte in ogni sorta di prodotto, dall’olio extravergine d’oliva alla pasta (persino senza glutine!), dalle conserve ai tartufi, dal caffè ai formaggi freschi fino all’immancabile vino, fiore all’occhiello del nostro export.
I prodotti e il cibo italiani sono sempre più ricercati e richiesti
Un punto di riferimento per la ricerca dei prodotti italiani d’eccellenza a Seoul è sicuramente High Street Italia [ www.highstreetitalia.com ], un edificio polifunzionale nel cuore di Gangnam – a Garosu-gil, per intenderci il fulcro del fashion e del trendsetting della capitale – voluto dalla collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia e l’ITA (Italian Trade Agency) per promuovere il Made in Italy e la cultura italiana anche attraverso uno showroom di due piani dove i brand di ogni categoria, dalla moda alla gioielleria ad ovviamente il food, trovano una vetrina significativa con rotazione semestrale.
Ma non è solo questione di marketing…
Ingredienti di alta qualità necessitano di persone in grado di maneggiarli con cura ed esaltarne i sapori in modo efficace.
Nel mio ultimo viaggio a Seoul ho scoperto un piccolo ristorante italiano vicino alla fermata di Yaksu, Zucchero Bistrot [IG: zucchero_bistrot], dove la chef Shin Jeong-won prepara piatti italiani semplici e pieni di tradizione davanti ai suoi ospiti.
L’amore che prova per l’Italia sin dal periodo in cui ha vissuto in Toscana, precisamente a Siena, si vive nei suoi piatti. I pici cacio e pepe, preparati con cura davanti ai miei occhi, con quei gesti lenti e ipnotici della pasta che si muove tra le mani e il pianale di legno, mi hanno subito dato la sensazione di casa, come le chiacchere scambiate in italiano con lei e un altro chef che quella sera faceva da guest, Hanuel Cielo Ko dello storico ristorante coreano Ginmi [IG: gimni.milano] che a Milano è un’istituzione da quarant’anni.

Ho scoperto in una sera calda di fine agosto quanto sia buono il gelato al gusto fiordilatte con un filo di olio extravergine d’oliva e una riduzione di aceto balsamico!
E in Italia? Come va la cucina coreana?
Mentre la ristorazione coreana sta iniziando a prendere sempre più piede in Italia (nonostante ristoranti storici come appunto il sopracitato Gimni), la presenza di ristoranti italiani in Corea è fitta e radicata da anni: troviamo dalla classica trattoria, alla pizzeria, fino alla cucina più raffinata e ricercata – un esempio è Gucci Osteria in Gangnam dove lo chef Hyungkyu Jun rielabora ricette italiane in chiave locale sotto l’egida del pluristellato Massimo Bottura.
Dove futuro e tradizione si incontrano: tra il cibo italiano e l’innovazione culinaria
Ma non solo, sono sempre di più i coreani che, innamorati della nostra tradizione culinaria, vengono in Italia a studiare e imparare per poi riproporli in patria, soprattutto il piatto che può essere considerato il simbolo mondiale della nostra cucina: la pizza.
Un esempio è la Pizzeria Marione [IG: pizzeria_marione] in Seongdong, segnalata sulla guide del Gambero Rosso nei top Italian restaurants, dove se hai la fortuna di trovare posto puoi davvero gustare una vera pizza napoletana cotta nel forno a legna e preparata con ingredienti tutti italiani.
Oppure, se avete nostalgia delle estati italiane fatte di coni gelato artigianali, ci sono i ragazzi di gelateria Torre [IG: @gelateria_torre] in Yongsan, veri amanti del gelato italiano che appena possono prendono il primo aereo per il Belpaese alla ricerca delle migliori gelaterie da studiare attentamente.
Il mondo social e il cibo italiano
Se siete appassionati di Corea e di cibo come me vi sarete sicuramente imbattuti sui social in qualche creator coreano che prova la carbonara in qualche ristorante italiano improvvisato (orrori con aglio e panna che farebbero accapponare la pelle anche al più temerario degli italiani) oppure in altri food creator che proponevano interessanti ricette della tradizione coreana.
Il caso CooKim: uno chef coreano che ama il cibo italiano
Mai però mi sarei aspettata di imbattermi in un food creator coreano da oltre 7 milioni di followers sulle varie piattaforme social che amasse così tanto la nostra cucina come Cookim [IG: @__cookim_].
Con video semplici ed efficaci, uno stile pulito e ricette spiegate nel dettaglio in inglese Kim Jeong-ho, in arte Cookim, è di fatto diventanto uno dei k-food ambassador più infulenti e noti sui social network: replicare le sue ricette a casa è semplice e divertente anche per chi come me non ha molto tempo libero da dedicare ai fornelli.
Show-cooking, consigli di cucina e tanta maestria
Grande è stata la mia sorpresa quando tra un kimchi spam e un jjajang myeon l’ho visto tirare fuori farina, impastatrice e passata di pomdoro e decidere di diventare “the best pizzaiolo”, organizzando sulla terrazza di casa sua un pizza party in piena regola.
Non sapendo se il suo amore per l’Italia e la nostra cucina fosse nato durante i suoi viaggi nel nostro paese (naturalmente documentati sui suoi canali), ho colto l’occasione per domandarglielo di persona a Zurigo (Svizzera), dove è stato presente con un pop-up di due giorni in un locale in centro, il Roter Delfin, proponendo il suo kimchi grilled sandwich in due versioni: con il formaggio e con il manzo.

L’evento
Il successo del primo giorno ha mandato in sold out tutto in due ore, replicato anche il giorno successivo: pensate (e guardate)! La fila di gente in attesa girava l’angolo della strada!

Una delle cose che ho più apprezzato è stata la disponibilità di Jeong a parlare con tutte le persone, scambiare battute e fare selfie e foto, un ragazzo davvero solare e alla mano, così ne ho approfittato per fargli due domande!
Q&A sul cibo italiano (…o quasi)
H: “Come mai ami cucina italiana così tanto?”
K: “Amo la vostra cucina per la sua semplicità e per la scelta degli ingredienti e delle materie prime, a differenza ad esempio della cucina francese dove primeggiano le preparazioni elaborate, quella italiana punta sempre sulla qualità degli alimenti, una cucina semplice ma gustosa”
H: “Quindi devi assolutamente tornare in Italia”
K: “Ovviamente! Voglio davvero diventare un bravo pizzaiolo (detto in italiano!), domani partirò per la Puglia”
H: “Allora ti aspettiamo in futuro per un pop up anche in Italia!”
K: “Spero presto! Grazie mille, ciao! (In italiano)”
Ne ho approfittato per regalargli delle caramelle Rossana, esatto quelle delle nonne, di cui va pazzo, ed è rimasto sorpreso da come i suoi followers fossero così carini da portagli piccoli doni, davvero un ragazzo adorabile!

Non ci resta che aspettare e sperare in una collaborazione con qualche locale in Italia!
Non c’è che dire, tra Cookim e l’Italia è proprio Amore!



